10 giugno, 2021

La geopolitica africana nell’età del covid-19

La geopolitica africana nell’età del covid-19 Video Player

Showing the La geopolitica africana nell’età del covid-19 Video

The webinar was in Italian. Il webinar sarà in lingua italiana.

La pandemia di covid-19 che ha coinvolto tutto il mondo ha fortemente influenzato non solo la dimensione sanitaria, ma anche quella economica, sociale e politica, determinando nuovi rapporti di forza e la necessità di trovare nuovi equilibri geopolitici. L’Africa soffre di tutto ciò in modo duplice: da un lato come qualsiasi territorio stressato dalle epidemie, dall’altro per il fatto che le grandi potenze riversano nei suoi territori le loro necessità. Al termine ufficiale della vicenda coloniale numerosi Paesi hanno continuato a esercitare la propria influenza economica e politica sul continente africano al fine di poter continuare a sfruttarne le risorse, ma senza permettere il miglioramento delle condizioni di vita delle popolazioni locali. Il continente è paragonabile a una grande piazza d’affari in cui le potenze mondiali si spartiscono le ricchezze, incoraggiano i conflitti e contribuiscono alla crescita dei divari sociali e economici.

Con Giulio Albanese, Cécile Kienge e Giovanni Mottini discuteremo come la pandemia covid-19 ha inciso su questo quadro e influenzato la geopolitica africana, rimodellandone criteri e priorità.

Il webinar è parte del ciclo Questioni di Civiltà, co-sponsorizzato da La Civiltà Cattolica.

Biografie

Giulio Albanese è un giornalista e appartiene alla Congregazione dei Missionari Comboniani. È editorialista dell’Osservatore Romano e Avvenire per i temi legati all’Africa e al Sud del mondo, è consulente per le attività internazionali dell’Ospedale pediatrico Bambino Gesù e membro del Comitato per la Cooperazione Internazionale della Conferenza Episcopale Italiana. È stato direttore della rivista Popoli e Missione fino al 31 dicembre 2019.

Ha diretto il New People Media Centre di Nairobi e ha fondato la Missionary Service News Agency (1997), successivamente divenuta Missionary International Service News Agency (MISNA). È stato membro del Comitato per gli interventi caritativi a favore dei Paesi del Terzo Mondo della Conferenza episcopale italiana (CEI).

Ha svolto attività di docenza presso la Pontificia Università Gregoriana (2007-2014) insegnando "giornalismo missionario/giornalismo alternativo" ed è autore di alcuni saggi legati alla geopolitica, al giornalismo e alla teologia missionaria, tra questi: Soldatini di Piombo. La questione dei bambini soldato, Feltrinelli 2005; Vittime e carnefici nel nome di «Dio» Einaudi 2016, Poveri noi - Con Francesco dalla parte dei poveri (Ed. Messaggero Padova 2017)

Nel luglio del 2003 il presidente Carlo Azeglio Ciampi lo ha insignito del titolo di Grande Ufficiale della Repubblica Italiana per meriti giornalistici nel Sud del mondo. Ha inoltre vinto 19 premi giornalistici e 4 letterari.

Cécile Kyenge, già ministro italiano per l'integrazione con delega alle politiche giovanili durante il governo Letta (2013-2014) e membro del Parlamento europeo (2014-2019), è da sempre impegnata per la difesa dei diritti umani, la lotta contro il razzismo e l’integrazione dei migranti in Italia ed in Europa.

Prima Ministra nera nella storia della Repubblica italiana, attualmente è consulente per le politiche di sviluppo, medico impegnato nelle USCA Unità Speciale di Continuità Assistenziale nella lotta contro la pandemia SARS-COV2 e Membro del comitato etico del progetto europeo MATILDE "Migration Impact Assessment to enhance Integration and Local Development in European Mountain and Rural Regions”. È stata inserita nella lista dei Leading Global Thinkers stilata nel 2013 dalla rivista americana Foreign Policy.

Cécile Kyenge nasce a Kambove, nella Repubblica Democratica del Congo, arrivata in Italia come studentessa nel 1983, si laurea in Medicina e chirurgia con specializzazione in oculistica. Madre di due figlie, è cittadina italiana dal 1994. Nel 2002 fonda l’Associazione intercultruale DAWA, che in lingua swahili significa “magia, medicina, star bene”, al fine di promuovere la conoscenza reciproca delle culture e percorsi di integrazione e cooperazione tra l’Italia e l’Africa, soprattutto la Repubblica Democratica del Congo. Si è inoltre, fortemente impegnata nella promozione della piena cittadinanza degli immigrati.

Giovanni Mottini è docente di Cooperazione Universitaria allo Sviluppo presso l’Università Campus Bio-Medico di Roma. Dal giugno 2011 è Presidente del Comitato Scientifico della Onlus HARAMBEE Africa International, impegnata a sostenere progetti centrati sulla educazione e la formazione professionale in Africa e alla promozione di una cultura sensibile alle tematiche dello sviluppo umano nel continente. Dal 2002 al 2009 è stato componente del Comitato tecnico organizzativo e coordinatore operativo del progetto “AFIA TOGETHER: formazione per la salute in Africa Subsahariana” promosso dall’Università Campus Bio Medico e Farmindustria.

Nel corso della sua carriera ha diretto numerosi progetti sanitari in diversi continenti a favore delle popolazioni locali. Dal giugno 2002 è responsabile dei progetti di cooperazione universitaria internazionale dell’Università Campus Bio Medico di Roma.

Dal settembre 1998 è consulente dell’Ong Istituto per la Cooperazione Universitaria (ICU) di Roma per la cooperazione sanitaria, in particolare per l’area dell’Africa e membro del Consiglio di Amministrazione (giugno 2005).

Nelle sue numerose pubblicazioni scientifiche ha trattato temi specificamente medici, il rapporto tra etica e medicina, questioni di medicina transculturale. il rapporto tra la medicina e le questioni sociali (povertà, solidarietà, sviluppo).